Vita e carriera dell'archeologo Alessandro Della Seta

La figura di Alessandro Della Seta è stata una personalità di spicco nel campo dell’archeologia e, in generale, dell’Italia nel Novecento. Della Seta si forma e inizia la propria carriera accademica nell’Italia liberale, ottenendo la cattedra di Archeologia presso la Regia Università di Genova e successivamente alla Regia Università di Roma. Nel corso della sua vita, collabora con l’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti diventando un riferimento per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
Decorato con la Croce di Guerra per il servizio sul fronte trentino durante la prima guerra mondiale, dal 1919 assume la direzione della Scuola archeologica italiana di Atene, guidandola per vent’anni. L’avvento delle leggi razziali segna una drammatica cesura nella sua carriera: all’apice del successo professionale, è costretto ad abbandonare ogni incarico.
La sua vita si conclude tragicamente, nascosto nella Repubblica Sociale Italiana isolato e in precarie condizioni di salute, senza mai sapere della sua riammissione nei ruoli accademici.

Alessandro Della Seta 1879 - 1944

Alessandro Della Seta nacque a Roma il 29 giugno 1879 da Giuseppe e Rachele Rosselli. Dopo essersi diplomato, si iscrisse all’Università di Roma, dove si laureò in Archeologia e storia dell’arte greca e romana nel 1901 e, nei tre anni successivi, si perfezionò in Grecia. Da quel momento, Della Seta pubblicò testi scientifici su diversi argomenti, che lo resero una figura di spicco nell’ambiente archeologico italiano e internazionale, permettendogli di collaborare con l’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti, ricoprendo il ruolo di ispettore presso il Museo Nazionale di Villa Giulia, per il quale elaborò un volume di catalogazione esemplare per l’epoca.
Dal 1905 intraprese la carriera universitaria, lavorando inizialmente come assistente e successivamente come docente di Archeologia, fino a ottenere nel 1913 la cattedra all’Università di Genova. Durante la prima guerra mondiale, si arruolò volontario sul fronte trentino, ottenendo i gradi di ufficiale di artiglieria e il conferimento della Croce di Guerra. Alla fine del conflitto, nel 1919, gli fu affidata la direzione della Scuola archeologica italiana di Atene, incarico che mantenne per vent’anni. Durante il suo mandato, si distinse per un’intensa attività didattica e di ricerca, organizzando numerosi scavi in Grecia e in Asia Minore. Nel 1926 ottenne il trasferimento all’ambita cattedra della Regia Università di Roma e l’anno successivo fu nominato direttore della sezione di Archeologia nel Comitato tecnico dell’Enciclopedia Italiana.
La sua carriera fu drammaticamente interrotta nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziali. A salvarlo dall’espulsione non bastarono né il giuramento al fascismo né il riconoscimento militare e tanto meno una carriera illustre che fu stroncata. Della Seta fu costretto a lasciare silenziosamente ogni incarico e si ritirò in solitudine a Pavia, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte nel settembre 1944 amaramente ignaro di essere stato reintegrato nei suoi incarichi quattro mesi prima.

COME CITARE L'ARTICOLO

Giorgia Orlando, Vita e carriera dell'archeologo Alessandro Della Seta, in Sapienza per la Memoria. L'applicazione delle leggi razziali nella regia università di Roma, 2025, 1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/percorso.php?id=125

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